Il Design segue la società che cambia?

Il Design segue la società che cambia?

RIFLESSIONI su un mondo in trasformazione

Se a qualcuno è capitato di andare al salone del Mobile di Milano, considerato, a ragione, l'evento più importante del panorama mondiale del Design e dell'Arredamento ed è andato per più di una volta ad una delle edizioni degli ultimi 10 anni, si sarà accorto sicuramente che, nonostante ci sia stata una crescita delle aziende espositrici, dei prodotti esposti e dei brand presenti, i prodotti sono sempre gli stessi, le differenze sono minime, le forme conosciute .... come se la creatività si fosse fermata all'improvviso invece che seguire la trasformazione che sta avvenendo nella comunicazione e nelle relazioni globali.

Le opportunità create da ambienti relazionali sempre più social, da possibilità di interazione prima impossibili, da condivisioni di saperi in tutte le lingue conosciute invece di creare un nuovo Rinascimento e nuovi modelli concettuali e spaziali produce una sorta di Sharing Design o meglio di Copy Design, dove tutti copiano tutto, dove il prodotto che funziona e che vende viene clonato e riproposto in mille varianti, in mille colori, in mille materiali. Questo significa diminuire lo spazio all'innovazione, alla ricerca, alla creatività dei giovani Designer che sempre più a fatica hanno la possibilità di proporre idee, di sperimentare processi creativi, di tentare ed osare.

Ma riflettendo su queste affermazioni, non è poi così vero che tutto sia immobile. Si stanno affermando nuovi concetti tra cui il Design Unico, il Design Sostenibile, il Design Fai da te che cercherò di tracciare in maniera sintetica e che di fatto lo avvicinano alla trasformazione in atto sia a livello sociale che culturale.

Design Unico: l'affermazione dell'individualismo rispetto alla società solidale, la chiusura all'alterità e agli altri, ... si rispecchia anche nelle scelte: per es. le auto sono sempre più accessoriate e capaci di uscire da uno standard produttivo per proporsi come modelli unici a misura dei loro proprietari, le architetture sono pensate più come sculture in grado di comunicare la ricchezza che come luoghi collettivi e sociali da condividere ... ed il design riferito all'arredamento non poteva non seguire questo trend. Sempre più individui  chiedono oggetti di lusso devono essere esclusivi, realizzati con materiali costosissimi ed in tirature limitatissime tanto da poter far affermare al proprietario "quel divano ce l'ho solo io", oppure rivisitati in maniera talmente personale da essere altamente riconoscibili e classificabili. Mogani pregiatissimi, legni millenari ritrovati sepolti per secoli e riportati alla luce per essere lavorati in pezzi unici, acciai e prodotti metallici di concezione e produzione aerospaziale, uso di pelli e pietre preziose ... ed una comunicazione mirata ad esaltare questi aspetti sono gli elementi principali in grado di qualificare il prodotto. La scelta se sia bello o brutto è secondaria, deve essere unico e deve comunicare la sua unicità.

Design sostenibile: da anni la cultura ambientalista e la produzione più evoluta si interroga su quello che sia utile e necessario produrre e cosa invece debba essere eliminato e mai più prodotto. L'arch. Foster ma anche Renzo Piano e molti altri da anni conducono una ricerca sulla produzione architettonica a km zero proponendo solo quello che il territorio è in grado di offrire, per esempio case ad energia passiva, muri di terra battuta, impianti mossi da energia riciclabile, ... In questo settore il Design propone tutta una serie di prodotti realizzati con oggetti o parti di oggetti riciclati, cartoni di recupero, plastiche, gomme e acciai riadattati. Il pubblico, soprattutto quello giovanile, apprezza sempre di più questa possibilità che di fatto rende l'uomo più felice perchè lo avvicina ad un dimensione collettiva e di salvaguardia della specie.

Design Fai da Te: la tecnologia meccanica e quella software/hardware da tempo sta sviluppando stampanti 3D capaci di rivoluzionare nel tempo il concetto stesso di produzione e di Design. Queste nuove stampanti spostano di fatto la fisicità del luogo di ideazione da quello di produzione e quello di produzione da quello di fruizione e questo sistema è irreversibile e globale. Oggi spostiamo un oggetto di arredamento dalla Brianza a Taiwan (con costi di imballaggio per spedizioni aeree o navali, sdoganamento, tarsporti) , domani (un domani sempre più vicino) invieremo un file e stamperemo il prodotto direttamente a casa (se l'oggetto è di facile realizzazione) oppure nel centro stampa specializzato più vicino con abbattimento di costi, di tempi e di investimenti per magazzini. Nel concetto del fai da te però possiamo anche inserire il colosso IKEA che sta andando verso un concetto di trasfomazione dell'oggetto, mettendo a disposizione del pubblico degli oggetti che si possano assemblare con altri anche non IKEA o usati dando vita a prodotti unici e personalizzati e fondendo così i 3 concetti espressi.

Questa mia riflessione non cerca di dare risposte, ma propone dei temi di discussione su cui avviare sperimentazioni che ne determinino l'efficacia o la inutilità.

a cura dell'arch. Massimo Percopo [https://www.linkedin.com/in/massimopercopo/]