Qual è la situazione del design italiano?

Qual è la situazione del design italiano?

Archiviata l'epoca eroica dei maestri Ponti-Castiglioni-Mendini-Arad che hanno gettato le basi per lo sviluppo del Design, assestata l'età di mezzo dei Citterio-Meda-Lissoni-Urquiola, che in anni di prosperità;hanno volato sulle ali del made in Italy, cosa c'è oggi per quella generazione di designer e progettisti che si trova ad operare in un mercato decisamente meno florido, ma assai stimolante per tematiche e globalità?.

Abitare se l'è chiesto, consapevole che sarà anche compito di questa nuova leva saper consolidare il ruolo preminente del design italiano nel mondo. E per fare il punto ha riunito nella Milano Design Factory di Matteo Ragni e Fantoni, alcune voci autorevoli del panorama nostrano. Ne è scaturito un dibattito ricco e coinvolgente. Non sono emerse diagnosi univoche, n'è stato identificato un percorso preciso per lo sviluppo futuro della professione: il momento, si sa, è di transizione in tanti ambiti, dall'editoria all'edilizia, dalla produzione industriale alla stampa 3D e passando anche per il design naturalmente, che è nella sua concezione classica e tende ad allontanarsi dalla vocazione "industrial" per sposare la "serie limitata", quando non addirittura il "pezzo unico"; mentre in senso più allargato oggi arriva ad abbracciare le strategie per l'impegno sociale e i servizi. Ma il dibattito a tutto campo ha messo in evidenza alcuni temi chiave e nervi scoperti del nostro sistema design. Utili spunti di riflessione. Proviamo a elencarli.